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ecaatIl Training Autogeno

Il T.A., basandosi sul concetto di Autogenicità, permette di “produrre da sé” determinate modificazioni a livello dell’unità Psicobiologica cioè di quel concetto di uomo che J.H. Schultz assume in chiave psicosomatica moderna. Giustamente il metodo di Schultz è definito in lingua tedesca con l’aggettivo BIONOMICO, a significare che esso non si rivolge né alla mente né al corpo bensì all’una e all’altro contemporaneamente. Toccare l’individuo nella sua unitarietà è il compito del T.A. che si rivolge quindi non solo all’apparato fisiologico ma anche all’apparato psichico, quindi all’uomo nella sua completezac616fd6287b0deeza. Ed in ciò consiste la specifica flessibilità della tecnica ma anche, in particolare, gli evidenti esiti positivi che, sia pure in varia misura e fatte salve le poche controindicazioni o limitazioni che anch’essa presenta, consente di ottenere. È comune constatazione, del resto, che la risposta emotiva è correlata con un insieme di modificazioni che interessano diversi settori dell’economia somatica: l’apparato neuro-muscolare, la regolazione ormonale, biochimica, etc. Ciò implica una partecipazione funzionale del sistema nervoso centrale causa principale nel determinismo dell’ansia patologica che sempre rappresenta il denominatore comune di ogni reazione nevrotica.
Essendo il Training mezzo elettivo per lo “smorzamento della risonanza emotiva” (per usare la nota definizione schultziana), è evidente la sua utilità nella “riarmonizzazione” dei processi neurofisiologici.
Il Training Autogeno è un metodo di autodistensione da concentrazione psichica che, attraverso l’apprendimento progressivo di ESERCIZI SPECIFICI quali la PESANTEZZA, IL CALORE, LA REGOLAZIONE DEL BATTITO CARDIACO E DEL RITMO RESPIRATORIO, IL PLESSO SOLARE E LA FRONTE FRESCA, consente di ottenere in tempi brevi apprezzabili modificazioni dell’unità psico-somatica e di intervenire su numerosi disturbi funzionali.

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